Last Stop Before
Chocolate Mountain

Un film di Susanna della Sala

Una produzione DOCLAB

Distribuito da ZALAB

 

Prossime proiezioni

Firenze: La Compagnia 4/12 ore 21.00. Saranno presenti Pietro Gaglianò, critico d’arte contemporanea ed educatore, e la regista Susanna della Sala. Replica 5/12 ore 19.00.
Roma: Cinema Aquila 5/12 ore 20.00. Saranno presenti Ilaria Ravarino, giornalista de Messaggero.it e Domizia De Rosa, Presidente di Women in Film, Television & Media Italia e la regista Susanna della Sala
Repliche: 11/12 SPAZIO SCENA ore 18.00 e ore 20.00. Presenta Susanna della Sala
Bologna: Cinema Teatro Orione 09/12 ore 21.30. Presenta Susanna della Sala
Genova: Cineclubnickelodeon 15/12 ore 21.15. Presenta Susanna della Sala
Milano: Cinema Beltrade 16/12 ore 20.00. Presenta Susanna della Sala.
Italia, 2022
Una produzione: DOCLAB
Distribuito da: ZALAB

Fra le rovine di un disastro ecologico una comunità ai margini torna a fiorire grazie al potere rigenerativo dell’arte

Sulle rive di un lago tossico, nell’aspro deserto della California, c’è un luogo dimenticato dal tempo: Bombay Beach. In questa terra desolata è nata una comunità dove l’arte riesce, nei modi più inaspettati, a guarire gli animi. Una matriarca britannica, un rapinatore di banche in pensione, un artista in fuga da Los Angeles e un principe italiano ci aprono le porte di un luogo magico, forse una via per una vita diversa.

Trailer

Credits

Titolo originale: Last Stop Before Chocolate Mountain
Paese di produzione: Italia
Anno di produzione: 2022
Durata: 90 minuti
Formato: HD
Screening format: 1920 x 1080 / Apple Prores 422 (HQ) / 24 fps
Lingua: Inglese
Sottotitoli: Italiano/Inglese
Colore o b/n: Colore
Produzione: Doclab, Italy
Diretto da: Susanna della Sala
Scritto da: Susanna della Sala
Fotografia: Andrea Josè di Pasquale
Montaggio: Aline Hervè, Susanna della Sala e Elisabetta Abrami
Musiche: Colonna sonora originale di Vittorio De Vecchi
Musiche aggiuntive di Alex Ebert, The Acid, Vera Sola, Linda della Sala, Zee Avi
Prodotto da: Marco Visalberghi (DocLab) Sherin Salvetti (DocLab)
Sales Agent int.: Taskovski Films
Titolo originale: Last Stop Before Chocolate Mountain
Paese di produzione: Italia
Anno di produzione: 2022
Durata: 90 minuti
Formato: HD
Screening format: 1920 x 1080 / Apple Prores 422 (HQ) / 24 fps
Lingua: Inglese
Sottotitoli: Italiano/Inglese
Colore o b/n: Colore
Produzione: Doclab, Italy
Diretto da: Susanna della Sala
Scritto da: Susanna della Sala
Fotografia: Andrea Josè di Pasquale
Montaggio: Aline Hervè, Susanna della Sala e Elisabetta Abrami
Musiche: Colonna sonora originale di Vittorio De Vecchi
Musiche aggiuntive di Alex Ebert, The Acid, Vera Sola, Linda della Sala, Zee Avi
Prodotto da: Marco Visalberghi (DocLab) Sherin Salvetti (DocLab)
Sales Agent int.: Taskovski Films

Susanna Della Sara

REGISTA

Gallery

La casa di produzione DocLab

www.doclab.it

Fondata dal regista e produttore Marco Visalberghi, DocLab è un’affermata società dedicata alla produzione di documentari di qualità.

Ricerca, innovazione e un indomito spirito indipendente hanno ispirato più di vent’anni di lavoro in cui DocLab ha portato la creatività italiana nel mondo e ha co-prodotto con prestigiosi partner internazionali film che hanno conseguito importanti riconoscimenti nei festival, come il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia con Sacro GRA di Gianfranco Rosi.

Tra le sue produzioni più recenti, il documentario Caveman – Il gigante nascosto, opera prima del giovane regista Tommaso Landucci, selezionato nel 2021 alle Giornate degli Autori a Venezia e in altri grandi festival internazionali.

La casa di distribuzione ZaLab

www.zalab.org

Nata come collettivo formato da alcuni dei filmmakers italiani che si sono maggiormente distinti a partire dagli anni 2000, ZaLab opera per la produzione e distribuzione di un cinema libero, indipendente e sociale. Le sue attività includono corsi di formazione e attività laboratoriali che si tengono in Italia e all’estero e che sono incentrate sul video partecipativo, ma anche campagne sociali e una piattaforma di streaming dedicata al cinema del reale (www.zalabview.org). Tra i più recenti film premiati e distribuiti si segnalano: Se fate i bravi di Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone, Qui non c’è niente di speciale di Davide Crudetti, Po di Andrea Segre e Gian Antonio Stella, Mother Lode di Matteo Tortone, Radiograph of a family di Firouzeh Khosrovani, Il Tempo Rimasto di Daniele Gaglianone Io Resto di Michele Aiello, Molecole di Andrea Segre.

ZaLab distribuisce anche Il Pianeta in mare, Ibi, I Sogni del Lago Salato, di Andrea Segre, Eldorado di Markus Imhoof, Les Sauteurs di Abou Bakar Sidibé, Moritz Siebert, Estephan Wagner, Untitled di Michael Glawogger, Isis Tomorrow – The Lost Souls of Mosul di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi, Iuventa di Michele Cinque, Villani di Daniele De Michele, Io sto con la Sposa di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry.

Contesto: Bombay Beach e la sua Biennale d’arte

Last Stop Before Chocolate Mountain è girato a Bombay Beach, un luogo che si trova nel sud della California e che viene spesso citato quando si parla di cambiamento climatico, per via del suo lago tossico. Ma oggi è anche una storia di rinascita dalle macerie: frequentata come località di villeggiatura tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta da artisti quali Frank Sinatra, i Beach Boys e Bing Crosby che qui venivano per fare vita mondana e per praticare sci d’acqua, nautica e pesca, Bombay Beach è poi stata abbandonata a causa di un disastro ambientale e sanitario. La salinità del lago Salton (Salton Sea) e l’inquinamento sono infatti aumentati al punto di distruggere la fauna. I pesci sono morti quasi tutti, il loro odore e il rischio per la salute hanno fatto sì che i turisti non tornassero più e che gli abitanti si trasferissero altrove. Ma alcuni di loro, troppo poveri per trasferirsi altrove oppure troppo legati al luogo, sono rimasti, additati a lungo come outsider. Bombay Beach è rimasta una città-fantasma fino a pochi anni fa, quando sono state riaperte alcune strutture. Grazie alla fama avuta in passato l’area ha iniziato ad attirare di nuovo molti visitatori, aumentati in particolare da quando gli eccentrici abitanti hanno iniziato ad ospitare un festival artistico annuale chiamato Biennale di Bombay Beach. La sua vitalità è oggi un forte richiamo per artisti, intellettuali, organizzatori di eventi e hipster. E se il numero di residenti è ancora contenuto (circa 300), il prezzo dei terreni è aumentato.

Bombay Beach è un luogo che ci pone diverse domande: e se per sfuggire al disagio che proviamo nelle grandi città e liberarci una volta per tutte ripartissimo dalle rovine di ciò che siamo stati, anziché rassegnarci a decretare la morte di luoghi che abbiamo amato? Non è forse tempo di ripensare il modo in cui stiamo insieme, per tornare davvero a far parte di una comunità? Bombay Beach non è che una risposta possibile alla crisi che coinvolge l’intero pianeta Terra.

Dichiarazione del produttore Marco Visalberghi (DocLab)

Quando nel 2019, di ritorno dal suo ultimo lungo soggiorno a Bombay Beach, Susanna della Sala è venuta da noi con le sue magiche immagini, ho capito quanto quella comunità unica avesse catturato la sua immaginazione. Personalmente, sono sempre stato affascinato dalle storie di vita dai confini del mondo, che si tratti del GRA di Roma o del deserto della California. Ecco perché ho deciso di scommettere su questa giovane e originale regista.

Dichiarazione della casa di distribuzione ZaLab

Abbiamo deciso di accompagnare in sala l’esordio di un’autrice che ci ha incantato con una storia in cui l’arte dà forza, legame e speranza a una comunità che vive ai margini per poter essere libera e diversa.

Dichiarazione della regista Susanna della Sala

Il documentario è nato da un’esperienza di vita personale e il suo percorso creativo è stato un lungo processo durato quattro anni. Last Stop Before Chocolate Mountain rappresenta per me un luogo universale e metaforico in cui ci mettiamo a confronto con noi stessi, risvegliando il nostro impulso creativo, nel miraggio di una liberazione individuale. Il film racchiude l’anelito collettivo, disperato e gioioso al tempo stesso, verso l’accettazione e il senso di appartenenza.